1- Gioco o apprendimento? Facciamo chiarezza
Prof.ssa Stella, Claudia e Marcello inaugurano la serie sfatando i luoghi comuni sui giochi educativi. Insieme esaminano cosa distingue davvero la gamification dal game-based learning e dai serious games, discutendo la vera natura della motivazione nell’apprendimento attraverso il gioco.
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Chapter 1
Il mito della gamification: punti, badge e classifiche
Prof.ssa Stella
Benvenuti a questo primo episodio di “Oltre il gioco: capire e progettare i Serious Games”! Io sono la professoressa Stella e oggi con me ci sono Claudia e Marcello. Partiamo subito: chi di voi non ha mai visto quei sistemi di punti, badge e classifiche nelle app, nei corsi online, perfino a scuola? Spesso si pensa che la gamification sia semplicemente aggiungere queste cose qua e voilà, il compito diventa un gioco. Ma attenzione: gamification NON è progettare un vero gioco, non è neanche la stessa cosa di game-based learning o serious games.
Marcello
No, cioè, io questa roba l’ho vissuta direttamente eh! Allora, la classifica in classe… sapete quel tabellone con i nomi e le stelline, no? E io lì sotto, a fondo scala, che mi dico: “Ma a me cosa importa di arrivare primo per una roba noiosa?” Alla fine, invece di motivarmi, quella classifica mi faceva quasi venire meno voglia. Boh, magari sono strano io, ma non mi ha mai fatto venire voglia di studiare di più, anzi.
Claudia
Guarda Marcello, a me quei sistemi sembravano sempre una versione “finta” del gioco… cioè, premi esterni messi sopra un’attività che rimane noiosa. La domanda che mi faccio è: ma davvero basta una manciata di punti per imparare qualcosa in modo profondo? Cioè, non rischiamo di “spacchettare” l’esperienza educativa solo in funzione della ricompensa?
Prof.ssa Stella
Domanda giusta, Claudia. È proprio qui che tanti fraintendono la gamification. Sfruttare elementi come badge o classifiche può rendere un compito più piacevole, ma attenzione ai limiti: la motivazione che si genera è spesso “estrinseca”. Funziona magari per un po’, ma alla lunga rischia di svanire. La letteratura – e qui penso anche a framework tipo MDA, che su questi aspetti è stato criticato – dice chiaro: il coinvolgimento reale, quello che porta ad apprendere sul serio, nasce quando lo studente trova senso e soddisfazione in ciò che fa, non solo nel premio.
Marcello
Sì, Stella, sono d’accordo… Io lo vedo anche nei videogiochi, eh: una volta completata la “tabella obiettivi”, o prendi tutti i badge, la motivazione scende a picco. Alla fine i punti sono solo una superficie. Se dietro non c’è una dinamica di esperienza, una vera sfida, mi annoio subito.
Claudia
E poi la gamification la puoi mettere sopra a qualsiasi attività – tipo inserire i punti in una piattaforma già pronta – ma non è detto che cambi il modo in cui le persone vivono quell’esperienza. A me sembra una scorciatoia rischiosa se parliamo di apprendimento.
Prof.ssa Stella
Proprio così: gamification è utile per alcuni scopi, ma non è la soluzione a tutto. Per imparare davvero servono strategie che vadano oltre il “trucchetto” motivazionale. Game-based learning e serious games puntano su altro… e ne parliamo tra poco.
Chapter 2
Motivazione intrinseca ed efficace apprendimento giocoso
Marcello
Aspetta Stella, visto che hai citato il “coinvolgimento reale”: io mi sono sempre chiesto, sarà che c’entra anche qualcosa con la piramide di Maslow? Cioè quei bisogni un po’ più profondi, tipo il sentirsi competenti o parte di qualcosa… Un buon gioco riesce davvero ad attivare questi livelli invece che solo il “vinco un premio”?
Prof.ssa Stella
Ottima osservazione, Marcello. Esatto: c’è una bella differenza tra motivazione estrinseca – quella dei premi esterni tipo badge, punteggi, stelle dorate – e la motivazione intrinseca, quella che nasce proprio da dentro di noi. Quando gioco a qualcosa di ben progettato, sento gratificazione personale, mi immergo, scopro significati… questo è il potere dei serious games fatti bene. L’apprendimento è più duraturo perché soddisfa bisogni psicologici veri, come la competenza, l’autonomia, la connessione. La gratificazione estrinseca si esaurisce presto; quella intrinseca resta.
Claudia
E questa cosa si sente, secondo me, quando un gioco mi cattura davvero – e non solo mi fa accumulare punti. Cioè, penso a quando perdi la nozione del tempo e vuoi capire come superare il prossimo ostacolo, non per avere una stellina in più, ma perché la sfida e il racconto ti coinvolgono. Non so se mi spiego...
Prof.ssa Stella
No no, ti spieghi bene! Qui entrano in gioco concetti come quello del “magic circle” di Moore, dove il gioco diventa uno spazio speciale: un’esperienza separata dalla routine quotidiana, che però ci permette di scoprire cose su di noi e sul mondo. Ed è qui che il game design si fa interessante: le teorie più recenti, come il framework DDE, dicono che bisogna progettare non solo per la meccanica, ma per la DINAMICA e soprattutto per l’ESPERIENZA complessiva. Solo così il gioco diventa davvero significativo.
Marcello
Sì, e poi io l’ho provato – anche sviluppando software: quando il gioco ti dà libertà di scelta, ti fa sentire protagonista, lì impari molto di più. Non solo passi di livello, ma capisci le regole, ti senti parte del processo. Altrimenti, se è solo badge dopo badge, dopo un po’ l’attenzione cala.
Claudia
Infatti, anche dalle ricerche emerge che coinvolgimento autentico nasce solo quando soddisfiamo quei bisogni psicologici… Altrimenti, anche il serious game rischia di essere solo “serio” e poco gioco!
Prof.ssa Stella
Giusta osservazione, Claudia! Il nostro compito, come designer, è creare giochi che rispettino proprio questi meccanismi. E nelle prossime puntate esploreremo cosa rende davvero un gioco educativo efficace: parleremo di immersione, flow, e molto di più. Per ora grazie mille a voi e a chi ci ha ascoltato. Claudia? Marcello? Volete salutare?
Claudia
Certo, grazie a tutti! Io sono curiosa di approfondire, anche perché secondo me c’è ancora tanto da capire su cosa sia davvero il divertimento nell’apprendimento.
Marcello
Anch’io, soprattutto se la prossima volta parliamo di flow… che ogni tanto mi sfugge ancora il significato. Grazie ragazzi, ci sentiamo presto!
Prof.ssa Stella
Ottimo, ci risentiamo nella prossima puntata: “Oltre il gioco” continua! Ciao a tutti!
